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I 30 PEGGIORI programmi tv del 2019

Rai, Mediaset, Sky e Discovery: i 30 programmi tv peggiori del 2019.

martedì 31 dicembre 2019

/ by Tv Italiana

Un altro anno volge al termine e, come da tradizioni, eccoci qui a proporvi la nostra personalissima classifica dei peggiori 10 show televisivi del 2019 anzi, siccome questo 2019 è stato particolarmente brutto abbiamo deciso di estendere l'elenco a ben 30 titoli diversi.

Dunque, senza altri indugi, immergiamoci nell'elenco dei peggiori 30 programmi tv del 2019 secondo la redazione del Blog Tv Italiana.
NB: Da questa classifica sono esclusi film tv, fiction e serie tv.

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Mediaset
1. LIVE Non è la D'Urso
In rappresentanza dei vari Pomeriggio5 e Domenica Live, citiamo il neonato LIVE Non è La D'Urso in quanto in grado di raccogliere tutto il pattume televisivo in circolazione. Guerre familiari credibili quanto una banconota da 7 Euro, telerisse, ospiti pluri-riciclati, insulti e aggressioni verbali, spazi dedicati alla pornografia, spazi con protagonisti i gente pluri-processata, diffusione di regimi alimentari dannosi… la lista è davvero lunga. Sapere che queste cose vengono fatte con una copertura giornalista è imbarazzante. Chiunque costruisca questa trasmissione non lo fa col cuore ma con un altro organo del corpo umano… A voi decidere quale.

2. L'Isola dei Famosi 14
La versione italiana di Celebrity Survivor continua a boccheggiare più di una pesce arenato sul bagnasciuga. La quattordicesima edizione è rea non solo di aver registrato gli ascolti più bassi di sempre ma anche di non esser riuscita a trovare una vera linea di racconto per i naufraghi; molte delle belle idee annunciate in conferenza stampa sono state cancellate senza alcuna ragione e la incredibile videolettera shock di Fabrizio Corona ha condannato il programma verso il baratro. I gossip esterni al reality non fanno bene alla trasmissione. Mal studiato anche l'uso delle due opinioniste - Parietti e D'Eusanio - che, seppur con molto impegno, non hanno trovato grande spazio in cui discutere.

3. Grande Fratello 16
Il GF "regular" è oramai diventato l'ennesima succursale di Pomeriggio5, e di quest'ultimo se ne accolla tutti i peggiori difetti: dagli imbarazzanti opinionisti che diventano concorrenti passando per il racconto dei vari concorrenti "non famosi" che casualmente sono da mesi o da anni al centro di dibattito su settimanali e blog, alimentando così un meccanismo totalmente contrario a quello del format; il GF è diventato popolare nel mondo come esperimento sociale perché ciò che succede  all'esterno non doveva in alcun modo inficiare con l'avventura dei coinquilini. In questo Grande DUrsarello è l'esatto contrario. Anche la stessa questione "non famosi" è triviale: spesso i concorrenti di Maria Carmela hanno fatto più ore di tv di quante ne abbiano fatte cerci concorrenti della versione VIP. Se Mediaset volesse davvero celebrare i 20 anni del Grande Fratello in grande stile, dovrebbe fare solo una cosa: cambiare conduttrice e riportare il format a quello amato da tutti. I veri NIP fanno sempre la differenza.

4. All Together Now
Uno dei più grossi problemi delle generaliste è quello del timing: un prime time che nella versione originale dura un'ora, non dovrebbe durare il triplo. All Together Now vive nel peggiore dei modi questo diffettuccio. La spettacolarità del format inglese, infatti, è data dal fatto che in poche decine di minuti seguiamo una gara serrata e con un cast di concorrenti estremamente d'impatto. Il diluire i tempi - addirittura con performance fuori gara - rende il tutto troppo pesante da seguire. Noi aiuta nemmeno il boomer J-Ax oramai da un decennio ancorato al ruolo del giovane rapper dai paragoni wannabe divertenti. Lode alla Hunziker che fa quel che può per rendere attrattivo uno show troppo dispersivo.

5. Eurogames
Alvin e Ilay Blasi sono stati due volti giusti per una trasmissione che però meritava un rinnovamento quasi totale. Canale5 ha voluto puntate sulla memoria degli spettatori riproponendo quasi specularmente un programma del secolo scorso (l'ultima edizione è del 1999) con risultati piuttosto prevedibili anche dal punto di vista Auditel. Contenutisticamente parlando, il programma ha preso ispirazione da JSF ma anche dal francese Interville da cui ha ripreso il gioco finale del Muro dei Campioni: questo è l'unico innesto corretto in una gara condita da troppe lungaggini e ripetizioni (lo stesso gioco ripetuto tre volte nella stessa puntata non si può vedere!). Il tema dei game show su agilità e destrezza mancano alla tv generalista e provare a realizzarne uno è stata una scelta interessante. Interessante solo sulla carta però. Il pubblico odierno quando si affaccia a questi show vuole vivere passione, adrenalina, lo sforzo fisico… Ecco perché in giro per il mondo circolano titoli come Fort Boyard o Ninja Warrior.

6. Conto alla Rovescia
L'ultimo capitolo di una discesa chiamata DRY Media. Questo quiz è la classica "americanata" che non piace al pubblico italiano, spesso legato al genere in maniera un po' più tradizionalista. Il filone di quiz più amato al momento è quello del "ripetitivismo": Caduta Libera propone sempre lo stesso giochino delle lettere mancanti, Avanti un Altro propone sempre lo stesso round con 4 domande a tema (es.). A condire la mal riuscita di Conto alla Rovescia ci sono anche le atmosfere di studio troppo cupe, le manche talmente veloci a cui non riesce a star dietro nemmeno il conduttore ma anche il meccanismo di eliminazione poco oleato. A Gerry Scotti però va il merito di averci provato, per lo meno.

7. Temptation Island VIP 2
Contro ogni previsione, l'unica cosa decente di questa seconda edizione con celebrità di Temptation Island VIP è la sempre bistrattata Alessia Marcuzzi, una donna in grado di essere empatica e aperta al dialogo quando è libera da impedimenti o ferree direttive da studio televisivo. Il resto è stato uno sfacelo totale: pur di mantenere vivo il racconto, sono stati necessari almeno altri due innesti nel corso di questa stagione per riuscire a portare a casa il numero di puntate previste. Fra trashate più o meno costruite a tavolino, lascia basiti la scelta di inglobare nel cast un odiatore seriale come Damiano Er Faina. In un universo parallelo più giusto, gli autori di questa stagione sarebbero già a zappare la terra per le (belle) patate.

8. La Sai L'Ultima? Digital Edition
Nel calderone dei reboot, quest'anno c'è finito persino La Sai L'Ultima? in versione digital edition. Anche se di digital non c'aveva proprio niente, ecco. I contenuti sono quelli di sempre: le barzellette, e abbiamo detto tutto. Purtroppo da ridere c'era ben poco e quelle poche idee interessanti (fra cui la classifica che si rincorre manche dopo manche) sono finiti in un minestrone di gag vecchie come il cucco e battutacce sui Carabinieri meticolosamente ripulite per la prima serata. Se mai dovesse ritornare la prossima estate, ci si auspica una vera svolta digital.

9. Adrian - Il ritorno
Questa trasmissione facciano finta che non sia mai esistita e non ne parliamo più.

10. W Radio Playa
Portare la radio in tv si può? Sì. Però non come l'ha fatto Italia Uno con Diletta Leotta e Daniele Battaglia. Un non ben precisabile show che ha mixato inconsistenti interviste vip a giochi da spiaggia piuttosto brutterelli con i Panpers. L'unica agitazione che ha creato questo W Radio Playa è stata quella dei fan dei Simpson che si sono visti spostare e/o cancellare puntate della loro serie animata preferita.

11. Amici Celebrities
Amici Celebrities (non VIP che sennò è troppo uguale agli altri talent, dice la De Filippi) è stato un maldestro tentativo di declinare un programma che ha 19 anni sul groppone e che li sente davvero tutti. Fra i coach Alberto e Giordana, due ex allievi del programma a cui auguriamo di fare più musica che ospitate televisive. In giuria una spesso inutilmente polemica Platinette ed una annoiata Ornella Vanoni. Fra momenti C'è Posta e il settimanale pongoregolamento, la trasmissione ha portato alla luce il principale vuoto che ad oggi la De Filippi non è mai riuscita a riempire nel suo talent: la credibilità. Alla Hunziker - sopraggiunta all'ultimo - l'impietoso conto da pagare: portare al finale una gara spesso pilotata da eliminazione ingiuste e a ping-pong (sempre una ai blu e poi una ai bianchi, sfidando ogni legge della statistica).
PS: le parole straniere non si declinano MAI al plurale se le usiamo nella lingua italiana. Celebrities è grammaticalmente errato: sarebbe Celebrity.

12. Uomini e Donne
Se la versione classica dei troni è oramai diventato quasi un peso (la stessa De Filippi in una intervista  lo ha descritto come un onere più che un onore), la versione Over è quella più scorretta e che fomenta la derisione online. La 70enne Gemma Galgani viene annualmente bullizzata fisicamente e verbalmente dalla opinionista Tina Cipollari e tutti giù a ridere, persino la padrona di casa. Basterebbe questo per sostenere che Uomini  e Donne è una trasmissione di cattivo gusto ma - ahinoi - il pomeriggio di Canale 5 targato Studi Elios ci ha fornito giornate su giornate di becerume di ogni forma e colore tanto che non basterebbe una enciclopedia intera per trascriverle tutte.

Discovery
13. Shopping Night 5
Si può migliorare la perfezione? Ovviamente no. Ecco, quindi a chi è venuto in mente di ricostruire da zero il regolamento di gara di un programma già perfetto com'era come Shopping Night? La quinta attesissima edizione è diventato imbarazzante clone di 4 Matrimoni / 4 Ristoranti con delle votazioni verticali che annullano quasi in toto il giudizio dei due esperti Enzo e Carla. No comment.

14. Tienda Missione Bellezza
La parodia della parodia della parodia dell'imitazione di una parodia di un factual. Siamo letteralmente impietriti davanti alla bruttezza di questo programmoide. Non c'è nulla che si salva: il cast non era in grado, gli ospiti di puntata fuori luogo, il montaggio imbarazzante, le riprese amatoriali, il copione scritto coi piedi. Persino gli youtuber saprebbero fare di meglio. Questo Tienda merita di esplodere fra i fuochi d'artificio di San Silvestro.

15. Seconda Vita
È piuttosto imbarazzante notare come in una trasmissione fatta di interviste, l'intervistatore sia più al centro dell'attenzione dell'intervistato. Parpiglia - che questo mestiere pare lo faccia da anni - riesce ad infrangere la prima basilare regola del giornalismo. Detto questo, ci si potrebbe soffermare anche su molte altre mancanze tecniche e di stile: le terribili scrittine al neon che appaiono in calce accompagnate persino da un suono irritante, controcampi sballati, immagini di repertorio riproposte più e più volte e spesso sconnesse al racconto; penalizzanti, infine, anche i vari voice over dello stesso Parpiglia a cui non si può fare buon viso: sono onestamente brutti. Fatto salvo per pochi elementi, segnaliamo in ultimo che anche la selezione degli ospiti da intervistare è sembrata poco calzante con il target di rete di Real Time.

16. La Vacanza Perfetta
Francesco Facchinetti è stato chiamato a condurre un format nato in Francia sul Canale NOVE. Per fortuna l'ex Capitano Uncino qui fa pochi danni: ma non perché è migliorato nel tempo eh; semplicemente perché appare poco nel corso della trasmissione stessa. Il grosso del lavoro è affidato ai vacanzieri in cerca di un alloggio e ai vari titolari delle strutture che offrono i loro servizi. Il tutto appare particolarmente finto: dalle pretese dei clienti fino ai prezzi offerti dalle strutture. Facchinetti Jr purtroppo dà al format il colpo di grazia con battutine e uscite spesso davvero evitabili (tipo quando ha paragonato il terribile terremoto avvenuto in Val di Noto che ha causato oltre 60mila morti con il terromoto generato sui social dal matrimonio dei Ferragnez). Aiuto.

17. Pizza Hero 2
Nessuno mette in discussione la bravura di Gabriele Bonci nel suo campo ma la seconda stagione di Pizza Hero non dà niente di più di quanto già visto nella prima, che già si era dimostrata monotona dopo pochi episodi. Non meritiamo una terza stagione: con Bonci si può tranquillamente lavorare ad altri generi di game o a veri e propri cooking show documentaristici.

Rai
18. The Voice of Italy 6
L'ennesimo tentativo di provare a riportare in vita un format che in Italia è stato già dato per defunto svariate volte. Simona Ventura aveva promesso frizzi e lazzi in virtù della sua popolarità fra "gli olandesi"; all'atto pratico, è stata relegata al solito ruolo di conduttrice da contorno come vuole il format. Poco a fuoco i coach scelti tranne Gigi D'Alessio, che ha poi trionfato nella finalissima con una concorrente che ha gioito da sola fra le quattro mura di un hotel (essendo minorenne, non ha potuto presenziare in studio dopo lo scoccare della mezzanotte). A nulla sono serviti i bottoni Blocca Coach raddoppiati o la versione pezzotta delle Home Visit di X Factor: la trasmissione ha registrato la media ascolti più bassa di sempre.

19. Gran Tour di Linea Verde
In pieno riassetto aziendale, la Rai ha deciso di lanciare in estate una serie di special di pima serata legati al brand Linea Verde. Ma vista l'edizione "premium", la scelta dei conduttori ha virato su altri lidi: scaricati i bravi Federico Quaranta e Daniela Ferolla, a sorpresa arrivano Lorella Cuccarini e Angelo Mellone. Purtroppo per questi ultimi, il paragone è impietoso: le due new entry hanno dimostrato poca empatia coi luoghi, la storie e le tradizioni, facendo una divulgazione più "copionata" che "di sentimento". Non a caso, anche per una questione di ascolti, la trasmissione è stata poi ridotta a quattro appuntamento con un accorpamento delle ultime due puntate.

20. Nella Mia Cucina
Comprendiamo che la mission di questo mini show era fare un brand entertainment (cioè costruire un programma mettendo al centro un brand o un prodotto) ma anche per format meno fondamentali come questo è sempre bene realizzare qualcosa di oculato. In questo programma, dei concorrenti poco pratici in cucina devono realizzare una ricetta ascoltando le indicazioni di chef Cracco. Ed è finita qui. Nemmeno un premio o un obiettivo particolare da raggiungere. Zero. Totalmente inutile, inoltre, la presenza della youtuber Camihawke che probabilmente era stata convocata per attirare il pubblico social (che però non è mai stato raggiunto).

21. Tv Talk
Nonostante Cinzia Bancone sia solita ripetere come un mantra che è interessata a critiche e suggerimenti per migliorare il programma, Tv Talk da anni mantiene stabilmente le sue più grosse pecche… e di cambiare non ne ha realmente intenzione. Il padrone di casa, Bernardini, continua ad urlare e a interrompere gli intervistati non permettendo loro di esprimere liberamente tre concetti in croce; ma non solo: spesso si è dimostrato poco informato sui fatti oggetti dei vari spazi del talk. Il programma continua a soffermarsi ancora troppo su cronaca e politica, spesso e volentieri senza nemmeno prendere in considerazioni vera casi televisivi ma cintando fonti radiofoniche o web. E ancora: Lady Volemosebbene Silva Motta continua spesso a sciorinare dati Auditel positivi anche davanti a mostruosi flop; non sono da meno gli analisti che - nonostante facciano riunione di redazione - il più delle volte propongono domande inutili o fuori tema con la trasmissione che li ospita (es.: hanno chiesto dei social biscottini di halloween a Benedetta Parodi. Perché? Ma anche chissene importa?). E, se proprio volessi aggiungere altra carne al fuoco, direi che forse è giunta l'ora anche di cambiare alcuni dei giornalisti ospiti fissi: molti di questi hanno davvero dimostrato di non conoscere il mezzo televisivo ma di rispondere solo in base a dove tira lo stipend… ehm… il vento.

22. Vieni da Me
Il discorso che si dovrebbe affrontare per analizzare tutti i punti negativi di Vieni da Me sarebbe lungo. Ma non per via delle troppe mancanze, sia ben chiaro. La discussione che si dovrebbe aprire attorno al programma della Balivo è la seguente: è giusto acquistare dall'estero il format di un talk show che propone una tv diametralmente opposta a quella del servizio pubblico? E ancora: è normale importare in Italia un format americano cucino addosso ad un'altra conduttrice? Se Vieni da Me ha una colpa è quella di non essere in grado di comprendere quali errore commette e dunque correggerli di conseguenza: dal cast che gira attorno a Caterina, spesso inutile o poco funzionale, alle varie rubriche spacciate come diverse ma che in realtà sono un po' tutte uguali.

23. Realiti
Dopo la poco riuscita esperienza di Nemo Nessuno Escluso, Enrico Lucci si è ritrovato a condurre un talk show su attualità e web particolarmente caotico e senza grossi nomi di richiamo. L'unico, a dirla tutta, è stato quello di Asia Argento (e anche l'unica ed esser stata perfetta nel ruolo assegnato). Il programma è stato erroneamente piazzato in prima serata e poi accorciato per la seconda serata. Contenutisticamente sarebbe potuto essere anche un buon talk notturno ma questo continuo mandare sempre tutto in caciara, con numerosi siparietti trash al seguito, non ha premiato. E vorrei ben vedere. Apprezzabile il plot in cui si spiega che a causa dei social siamo sempre in un continuo reality show.

24. La Settimana Ventura
Che cosa doveva essere questa trasmissione ancora ce lo stiamo chiedendo. È un talk sul calcio ma con ospiti del mondo dello spettacolo, con collegamenti dalle piazze, ma con i ragazzi de Il Collegio, ma con un esperto di calcio in studio, ma anche con l'oroscopo. E ci sono persino i collegamenti dagli stadi. Ah, e poi ci sono anche le interviste agli ospiti speciali. In definitiva un gran mappazzone senza alcuna logica. Facciamo così: la prossima volta, cara SuperSimo, proviamo a fare un programma meno gigione e con pochi punti essenziali? Il pubblico che ama lo sport cosa se ne frega dei ragazzetti del Collegio? E viceversa, chi ama le interviste alle vecchie leve de L'Isola dei Famosi di Rai2, cosa gliene può fregare dei commenti tecnici degli esperti di RaiSport? Se La Settimana Ventura fosse una persona, questa persona dovrebbe fare pace con il proprio cervello e capire davvero cosa vuol fare da grande.

Sky e Tv8
25. Vite da Copertina
Dopo vari cambiamenti, il programma in questione aveva trovato in Alda D'Eusanio e nei suoi ospiti fissi una buona cifra per raccontare il gossip e le star in maniera concisa e con qualche uscita ironica. Sky però ha voluto dare una nuova svolta al programma: aggiunto un nuovo duo di conduttori e molte (forse anche troppe) rubriche fra cui le pagelle di Giovanni Ciacci, che in realtà sono identiche a quelle che faceva a Detto Fatto prima della fuga da Rai2. Fra realtà aumentata, slip screen e colori che fanno venire il bruciore agli occhi (vi prego, abbassate di qualche tono quel fucsia!), Casalegno e Ciacci sembrano davvero troppo costruiti nei loro siparietti… e a lungo andare anche tutti questi nomignoli "amorino", "zuccherino", "tesorino" ecc rischiano di stufare non poco.

26. Un Sogno in Affitto
In soldoni è una brutta copia di Cerco Casa Disperatamente ma realizzata con un budget alla Sky Uno. L'unica concreta novità è la presenza di soli clienti VIP interessati ad affittare residente per un evento/periodo particolare. Anche qui, purtroppo, il fintume è molto tangibile: Gigi e Ross che affittano un complesso di appartamenti storici con mega piscina per festeggiare con parenti e pochi amici il loro anniversario di coppia artistica non si può né vedere e né sentire. Il tutto appare come una semplice sfilata di location costose su cui le celebrità devono fare buon viso a cattivo gioco fingendosi interessate.

27. Antonino Chef Academy
La popolarità di Antonino Cannavacciuolo fa gola a tutte le reti tematiche e, non a caso, allo chef Vico Equense sono stati proposti molti programmi… molti di questi però non possiamo definirli riuscitissimi. A tal proposito, non possiamo non citare l'ultima fatica Antonino Chef Academy: una specie di Masterchef molto low profile dove concorrenti sono ventenni freschi di scuola alberghiera o di esperienze lavorative in ambito food pronti a mettere in pratica le proprie conoscenze. I tanti piccoli problemini all'interno del format sono spesso evidenti: Cannavacciuolo sembra a più riprese la parodia di  se stesso a Masterchef, le esterne sono spesso confusionarie, gli ospiti non sono stati mai particolarmente di richiamo (forse solo il padre dello chef avrebbe potuto portare un po' di curiosità sull'emissione) e le prove sono risultate a più riprese piuttosto lente e monotone. L'elezione del vincitore, in ultimo, è stata molto scontata. Lasciamo Masterchef a Masterchef.

28. Pupi e Fornelli
Presunto format originale italiano ma pesantemente ispirato a My Mom Cooks Better Than Yours, questo game culinario d Tv8 è stato uno dei più disastrosi fra quelli trasmessi nell'intero 2019. Pupo ha dovuto condurre un gara in cui due concorrenti incapaci a cucinare dovevano cucinare: che già come incipit non è proprio il massimo. Fra aiuti e suggerimenti, nella caotica corsa contro il tempo, i concorrenti hanno sprecato cibo a non finire proponendo ogni volta al giudice chef Tomei delle pietanze degne di Cucine da Incubo. Se doveva suscitare un effetto comico, c'è riuscito… ma solo nei primi episodi: la gara è ben presto diventata ripetitiva, stucchevole e con pochi guizzi da parte del padrone di casa che ora, bontà sua, finirà a fare l'opinionista al GF VIP.

29. E Poi C'è Cattelan
Doveva essere la risposta italiana ai vari late night show all'americana ma è finito per esser stato spremuto come un limone acerbo. Da quanto E Poi C'è Cattelan è andato in onda con 4 appuntamenti settimanali ha accusato il colpo ed ha abbassato di molto il tiro. Non a caso, Sky ha provato a far rinsavire il format con special a teatro e messe in onda notturne con un numero di appuntamenti molto ristretto. Queste modifiche, però, non hanno riportato in auge il talk di Alessandro Cattelan. Certo, complici sono anche i giochi "troppo ispirate" a quelle straniere, le gag e i monologhi un po' stantii e gli ospiti spesso ricorrenti da una stagione all'altra. Più in generale si respirava un po' aria di stanchezza. Alessandro, a nome di tutti, riposati o dedicati a nuove idee.

30. X Factor 13
Senza ombra di dubbio è stata una delle annate peggiori per X Factor 13. E non perché ha vinto Sofia-Kimono-Quella della Clerici o perché la battutaccia contro The Voice è stata da monito ai secondi classificati provenienti proprio da quel talent. No. La tredicesima edizione di X Factor è parsa in generale particolarmente sottotono su ogni aspetto: la giuria poco affiatata, le varie fasi di casting fatte al risparmio, le scelte musicali poco congeniali, lo studio ridotto (per problemi non dipesi direttamente da Sky, certo) e più in generale un grande clima di austerity. Gianni Boncompagni diceva che "la tv si fa con i soldi": ecco, ad oggi l'invettiva italiana è riuscita in più casi a scardinare questa frase ma evidentemente questo non è il caso di X Factor dove la pomposità di cast, allestimenti e location fa evidentemente la differenza.

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